In piazza San
Sepolcro al 9, vicino a Piazza del Duomo, si trova un commissariato di
Polizia ospitato nel quattrocentesco palazzo Castani. A destra dell'ingresso si trova una strana grata ovale, evidenziata
nel cerchietto.
Osservandola da vicino si scopre che è stata costruita in modo
sconcertante. Normalmente in una grata ci sono alcune sbarre dotate di
anelli, nelle quali si infilano alcune sbarre diritte. Invece le sbarre
della grata impossibile hanno alcuni anelli, poi diventano dritte, poi
riprendono con gli anelli. E' un sistema che veniva usato per evitare
che le sbarre venissero sfilate. Quello che sconcerta è
l'elaboratissima lavorazione di una grata che chiude una finestra
minuscola, attraverso la quale nemmeno un bambino riuscirebbe a passare
e, tra l'altro, chiusa sul lato opposto da una seconda grata. Perchè
perdere così tanto
tempo per un dettaglio così insignificante? Che cosa non doveva
assolutamente passare attraverso la feritoia? E' solo il saggio di
bravura
di un abilissimo artigiano? O è davvero un "oggetto impossibile"?
Per fare chiarezza, ecco il contributo di un esperto in metallurgia:
"La grata, in realtà, è tutt'altro che "impossibile" ed e' un tipo di grata molto diffuso fino a un paio di secoli fa. In effetti, ovunque si facesse una grata seria, che avesse un serio scopo di sicurezza, si usava questo disegno. Osservandola si nota che gli anelli sono alternati in un senso e nell'altro a gruppi. Dobbiamo pensare a un'epoca in cui il tempo a disposizione era molto di più, lontana dalla produzione industriale, e dove ci si aspettavano tempi di consegna di un manufatto molto più lunghi, e nessuno trovava nulla di strano nell'aspettare qualche giorno per una lama di zappa, specie se era una buona zappa. Ma, comunque, realizzare una grata simile non era assolutamente "questione di mesi". Un fabbro esperto e due apprendisti potevano forgiare un oggetto come questo in un paio di giorni, anche meno, facendo anche altro nel frattempo. La grata veniva assemblata per forgiatura, mentre il tagliapietre preparava la cornice: quadrata, ovale, tonda o ad arco. Questa veniva assemblata attorno alla grata, maltandola nei fori preparati nella pietra, e realizzando un "modulo" grata+cornice che poi veniva maltato direttamente nel suo vano nel muro del palazzo. Esistono assemblati per prigioni con 3 o anche 4 grate simili, a pochi cm una dietro l'altra. Il vantaggio e' che era materialmente impossibile rimuovere una sbarra dalla grata. E anche rimuovendone una, il resto della grata rimaneva assolutamente integro. Grate simili si possono trovare in palazzi d'epoca dal medioevo fino alla fine del XIX secolo in città come Firenze, Ferrara ecc... Pero' devo dire che la prima volta che ne ho vista una sono rimasto io stesso molto stupito dall'ingegnosità e dall'arte di un simile oggetto".
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